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Colours & Palettes

The Astonishing Power of Colours: Thinking Red in a Black & White World.

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Néro – aggettivo [latino nìger -gra -grum] – 1. a.  Nel linguaggio scientifico, è detto néro un corpo che assorbe integralmente la radiazione luminosa alterandone la composizione cromatica, nonché la sensazione visiva che esso produce.  1. b.  In fisica, il corpo nero assorbe completamente tutte le radiazioni elettomagnetiche (luminose, radio, termiche, ultraviolette, X e gamma) che lo colpiscono, riemettendole con una intensità che dipende non dalla sua natura, ma dalla loro frequenza e dalla sua temperatura, secondo una relazione conosciuta come legge del corpo nero.

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1. c.  Nell’uso comune, si qualifica come nero l’oggetto, di colore néro, distinguendone varietà e gradazioni: una stoffa nera; l’inchiostro nero; i capelli neri; la borsa nera; il gatto nero; etc. – “Che non è nero ancora e ‘l bianc more” (Dante Alighieri).  1. d.  In tipografia, il carattere nero (anche néro sostantivo maschile), il neretto o il grassetto.  1. e.  In similitudini, esso può inidicare semplicemente un colore scuro, talvolta in contrapposizione con il chiaro o il bianco: nero come la pece, come il carbone, come la notte; il pane nero; gli occhiali neri; il vino nero; un cielo nero.  – “Un corsier nero nitrì, Nero come un corbo vecchio, E ne gli occhi aveva carboni” (G. Carducci).  –  “Si vede venir avanti un tempo nero, e s’aspetta la grandine” (A. Manzoni).

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2. a.  In senso proprio e figurativo, il néro simboleggia l’infelicità, il dolore, il segno del lutto: un colore dolente, pieno di angoscia e d’afflizione, di contrarietà, di condizioni di estrema indigenza, di pessimismo, di malinconia, di stizza e di irritazione.  –  “Ch’io chiuda questi dì sì neri e tristi” (Pietro Bembo).  –  “Lucia tornava a dipinger co’ più vivi colori quella notte, la desolazione così néra, e la liberazione così impreveduta” (A. Manzoni).  –  “Mena aveva spesso il cuore nero mentre tesseva” (Giovanni Verga).

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2. b.  L’uso del néro, con significato affine, di persona che ha la coscienza macchiata di gravi colpe, di comportamento moralmente riprovevole: è un’anima nera; dei dannati dell’inferno e degli stessi inferi: ” Ei son tra l’anime più nere, Diverse colpe giù li grava al fondo” (Dante Alighieri).  2. c.  Con riferimento al colore, in epoche storiche diverse, il néro ha assunto tendenze ideologiche, a insegna e simbolo di partiti e di religioni: l’aristocrazia nera, clericale, di idee e simpatie clericali; la nobiltà nera, legata agli ambienti ecclesiastici a Roma dopo il 1870, con atteggiamenti reazionari, conservatori, antiliberali: “s’è imparentato con una famiglia cattolica nera tra le più nere” (Luigi Pirandello).  2. d.  In particolare, nell’età comunale, i Neri, contrapposti alla fazione dei Bianchi, a Firenze all’inizio del ‘300 rappresentano la corrente politica capeggiata dalla famiglia Donati.  In età moderna: “La forza è nelle mani di chi ha interesse che la gente no capisca, nelle mani del governo, dei neri, dei capitalisti” (Cesare Pavese).

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3. a.  Sostantivo maschile, uso sostantivato dell’aggettivo: vestire di nero; tingere in nero o di nero.  Spesso in contrapposizione con il bianco: non distinguere il nero dal bianco; mettere nero su bianco.  In opposizione al rosso: conti in nero; chiudere in nero.  3. b.  In araldica, il nero è uno dei quatto colori pincipali, indicato con tratteggio orizzontale e verticale incrociato.

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4. a.  Parte nera di una superficie o di un oggetto, in quanto in opposizione ad altra parte di colore diverso: “Facendo lampeggiare ora il bianco, ora il nero di due occhi grifagni” (A. Manzoni).  4. b.  In numismastica, è detta nera la moneta d’argento erosa o con minore quantità di questo metallo.  ♦  Dim. néretto (in particolare, come aggettivo e sostantivo maschile), nerettino, nerino, più raramente nerèllo e nerellino.

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(Fonts: thanks to Enciclopedia Treccani for the texts and to Pinterest and Google for the images)

 

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A Kaleidoscope of Colours: Spring is a Lemon & Mint Adventure.

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Ménta – [sostantivo femminile, dal latino scientifico mĕnta o mĕntha, affine al greco μίνϑη]. –  1.  Nome comune di piante erbacee perenni della famiglia Labiate, dal tipico odore aromatico, appartenenti al genere Mentha (Linneo, 1737), caratterizzate da fiori piccoli con calice tuboloso a cinque denti, corolla quadrifida, stami sporgenti dal tubo corollino, a foglie opposte, che vivono, generalmente, nei luoghi umidi delle regioni temperate dell’Europa.  Oltre alle 15 specie catalogate, si annoverano numerosi ibridi e varietà: nella flora italiana le più comuni sono la M. d’acqua (aquatica), la M. puleggio (pulegium), la M. romana (spicata), la M. selvatica (silvestris, nome comune della Pulicaria dysenterica, detta anche mentastro), la M. arvensis, la M. crispa e la M. viridis.

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2.  Col nome di Menta piperita si intende, invece, un insieme di ibridi, esistenti soltanto come piante coltivate, alte fino ad 1 metro, glabre con fiori rosei in spighe cilindriche, ottenute da incroci tra la m. aquatica e la m. spicata e la m. viridis.  Dalle sue parti aeree si ricava un estratto ricco in olio essenziale (gli officinali Menthae piperitae folium e Menthae piperitae aetheroleum), i cui componenti principali sono il mentolo e il mentone, con proprietà antispasmodiche ad azione antisettica.  La tisana di foglie essiccate viene utilizzata nei disturbi digestivi, mentre l’olio applicato sulla cute, nel caso di dolori muscolari, ha un effetto leggermente anestetico.

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3.  La coltivazione estensiva della mentha, che predilige i terreni poco umidi, freschi e sciolti, risale alla prima metà del XVIII secolo, probabilmente a partire dal sobborgo sud-orientale di Londra, Mitcham, nella contea del Surrey.  In Italia le prime colture si hanno negli orti e nei giardini conventuali ma presto si estendono in Piemonte (nelle rinomate zone di Azeglio, Alpignano, Bussoleno, Pancalieri, Lombriasco, Vigone, Villafranca, Carmagnola) e nel Padovano per estrarre la sua preziosa essenza, il mentolo.

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4.  L’olio essenziale (detto anche essenza di menta), ricavato per distillazione, con acqua o in corrente di vapore, da diverse specie di menta, è utilizzato, principalmente, in profumeria, nella preparazione di liquori, in pasticceria, in medicina, in chimica.  Per estensione, aroma e sapore di menta: una bibita alla m.; sciroppo di m.; pasticche e caramelle alla m., al sapore di menta.  Con valore concreto, nell’uso famigliare si riferisce a bibite, liquori, caramelle aromatizzati alla menta: dissetarsi con un bicchiere di m., con una m. fredda; succhiare una m.; acquistare due etti di mentine; M. Glaciale, nome commerciale di un tipo di liquore e anche di caramelle con essenza di menta.  5.  Diminutivo: mentina, mentùccia, entrambi con significati particolari.

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 Limóne  [sostantivo maschile, dall’arabo līmūm (affine a līma), persiano līmūn, sanscrito nimbū]. – 1.  Pianta della famiglia delle Rutacee (Citrus limon), agrume ricco di vitamina C, noto per il frutto di forma ovale o allungata (detto anch’esso limone), dalla buccia giallo-pallida, liscia o rugosa, profumata, con polpa succosa e acida.  Il frutto limone è composto da circa il 40% di buccia, dal 58% di polpa e dal 2% di semi, spesso con umbrone apicale.  La pianta ha un’altezza variabile da 3 a 6 metri: un delizioso sempreverde molto ramificato, rifiorente nelle giuste condizioni climatiche, dalla corteccia grigia e dalle foglie brillanti, rossastre da giovani e dalle tonalità verdi in età matura, spesso ellittiche e prive di stipole, con germogli rigogliosi e fiori dai petali violacei.

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2.  Dal limone si estrae l’acido citrico e l’olio essenziale, un liquido giallo dall’odore penetrante, costituito essenzialmente da limonene, che si ottiene dalle bucce del frutto grazie al procedimento della sfumatura o per pressione e si utilizza largamente in profumeria o nell’alimentazione per aromatizzare bibite, liquori e prodotti dolciarî.  Le scorze sono lavorate sia per l’estrazione dell’olio essenziale sia per la preparazione dei canditi.  Il succo del limone viene impiegato nella produzione dell’acido citrico.  Dal limone si ricavano, inoltre, le pectine e il pastazzo per l’alimentazione del bestiame.

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3.  Nel linguaggio corrente s’intende per limone più spesso il frutto che la pianta: succo, agro di l.; spremere o strizzare un l.; una spremuta di l.; grattare la scorza d’un l., per dare l’aroma a dolci o pietanze; tè col l. (o al l.); un aperitivo con una buccia (o una scorzetta) di l.; giallo l. o color l.; essere giallo, o pallido, come un l., etc., l. spremuto, (figurato) di persona che viene messa da parte dopo che se ne è tratto ogni possibile vantaggio; l. dolce: altro nome dell’agrume limetta dolce4.  Diminutivo: limoncino, limoncello.

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4.  Nome usato in varî porti dell’Adriatico per diverse specie di pesci del genere Labrus (famiglia Labridi), con allusione al colore giallo-verdognolo.

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The Witty Power of Magenta: Peace on Earth.

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Magènta – aggettivo e sostantivo maschile [dal nome della cittadina di Magenta, in provincia di Milano], invariabile – 1. a.  Color porpora carico venuto di moda dopo la battaglia di Magenta (1859), con riferimento al colore dei pantaloni degli zuavi francesi: una camicetta m., d’un bel m.; pantaloni rosso m. – 1. b.  Il magenta è un colore che non fa parte dello spettro ottico, quindi la sua tonalità non può essere generata con la luce di una singola lunghezza d’onda.

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Nubi color magenta s’addensavano, Nella grotta (Montale).

Gli occhi erano nascosti sotto due ciambelle gonfie che partivano dal rosso magenta e sfumavano nel blu cobalto (Niccolò Ammaniti).

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c.  Nella stampa tipografica e nella fotografia, è così detto il colore che si ottiene per composizione additiva dai colori primarî rosso e blu (è quindi complementare del verde, ossia il pigmento assorbe la luce verde) e che costituisce, insieme al giallo e al ciano, la terna dei colori fondamentali, i colori sottrativi primari, dalla sovrapposizione dei quali, nei retini, risulta l’intera gamma cromatica.  Con giallo, ciano e nero, il magenta costituisce un insieme denominato CMYK utilizzato dalle stampanti a quattro colori: il cosiddetto m. inchiostro è normalmente usato per creare le varie gradazioni di rosso.

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2. In chimica, altro nome del colorante detto più comunemente fucsina.  Il colorante magenta fu perfezionato nel 1859 da François-Emmanuel Verguin con un processo innovativo: ossidando l’anilina grezza con cloruro stannico.  La differenza tra il magenta e il viola dipende dalla diversa quantità di rosso e blu nella formazione del colore; la variante di colore fucsia prende il suo nome in onore al genere dei fiori Fuchsia e alle piante della famiglia delle Onagraceae studiate e catalogate nella sua imponente opera dal medico Leonhart Fuchs, annoverato tra i padri fondatori della Botanica tedesca e uno dei principali rappresentanti del Neo-galenismo.

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Le personalità magenta sono una spiritosa combinazione di passione e compassione.  Inventori, imprenditori e networker eccellenti nel collegare informazioni, persone e risorse fanno del colore un marchio, un business unico.  La prospettiva anticonformista sulla vita spesso li porta all’avanguardia delle tendenze e dei modelli sociali.

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Amano divertirti e ispirare amici e familiari con il loro spiccato senso di wanderlust e la voglia di allegra spontaneità.  Dotati di inesauribile energia positiva, innovativi e intelligenti, capiscono al volo come assemblare un più grande e potente insieme dai pezzi più piccoli che altri potrebbero sottostimare o scartare del tutto.

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(Fonts: Thanks to Enciclopedia Treccani for the text and to Pinterest and Google for the images)

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The Imaginary Path To The World: I’m Dreaming of a White Christmas.

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Just like the ones I used to know
Where the treetops glisten
And children listen
To hear sleigh bells in the snow

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I’m dreaming of a white Christmas
With every Christmas card, I write
May your days be merry and bright
And may all your Christmases be white

I’m dreaming of a white Christmas
Just like the ones I used to know
Where the treetops glisten
And children listen
To hear sleigh bells in the snow

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I’m dreaming of a white Christmas
With every Christmas card, I write
May your days be merry and bright
And may all your Christmases
May all your Christmases
May all your Christmases be white

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I’m dreaming of a white
Christmas with you
Jingle Bells all the way, all the way

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(Fonts: Thanks to Google and Pinterest for the images and YouTube for the video) 

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The Poetry of Material Things: Fade to Grey.

 ●  Pronuncia /’gridʒo/ agg. e sost. m. [dal germ. grīs]  [f.-a; pl.m. -gi] (pl. f. -gie o -ge) – ● agg. 1. [di colore intermedio tra bianco e nero] ≈ (lett.) bigio, (lett.) cenerino, (lett.) cinereo, ferrigno, [tendente al bluastro] ardesia, [tendente al lilla] gridellino, [tendente al bianco] perlaceo.

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●  Espressioni: materia (o sostanza) grigia → □; rame grigio → □; volpe grigia → □.  2. (estens.) a. [detto dei capelli, dei baffi, della barba dell’uomo, misto di bianco e di nero] ≈ brizzolato, (fam.) sale e pepe.  b. [di volto, che ha perso il suo abituale colore] ≈ cereo, cinereo, esangue, livido, pallido, smorto.

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Curiosità: ● Il New York Times è chiamato qualche volta “Grey Lady” ● L’occhio umano può distinguere 500 sfumature di grigio ● Questo è il colore dell’intelletto, della conoscenza e della saggezza ● I designer considerano il grigio il colore neutro per eccellenza.

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1.  agg. = a.  Nell’uso comune, definisce (anche come s. m.) un colore che dà all’occhio sensazioni intermedie tra bianco e nero, più o meno accentuate: vestito grigio; grigio azzurro, perla, acciaio, ferro, piombo, varie tonalità di grigio.  In fisica, corpo grigio, corpo trasparente o riflettente o diffondente dotato di fattore di assorbimento minore dell’unità ma non selettivo, in modo che la luce da esso trasmessa o riflessa o diffusa ha intensità minore di quella incidente, ma la medesima composizione spettrale di questa.

b.  Di cosa che ha colore grigio: pietra g.; Al piè de le maligne piagge grige (Dante); cielo g. (e per estens. tempo g.), nuvoloso, coperto; cappello, vestito, cappotto g. (per metonimia, suore g., denominazione pop. delle suore di carità, per il colore dell’abito).  In anatomia, sostanza grigia, il tessuto nervoso che contiene i neuroni, così detto per il colore determinato dai pigmenti presenti nei corpi cellulari (e distinto dalla sostanza bianca, ricca di fibre mieliniche); nel linguaggio com., materia g. (o materia cerebrale), il tessuto nervoso che costituisce il cervello (onde la locuz. fam. essere ricco, o povero, o privo di materia g., avere più o meno intelligenza).

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c.  Determinato da aggettivi o sostantivi per indicare varie sfumature di colore: g.-azzurro (o grigiazzurro), g.-verde (o grigioverde), g.-viola; g. acciaio, g. ardesia, g. argento, g. ferro, g. fumo, g. piombo; g. perla (o grigiopèrla), g. talpa, g. tortora.

d.  Brizzolato, che si va facendo bianco, detto dei capelli, dei baffi, della barba dell’uomo: il delfin da’ capei grigi (Carducci); per estensione, di persona: non è vecchio ma è già tutto grigio; (di capelli) brizzolato, sale e pepe.

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e.  Detto del mantello del cavallo che risulta dalla mescolanza di peli bianchi con peli neri o rosso-scuri; anche in composizione con altri agg. o sost.: g. isabella, g. roanato, g. sorcino, g. storno (v. isabella1, roanato, ecc.).

2.  agg., figurativo = a.  Incerto, indefinito nell’aspetto o nel carattere, o anche poco conosciuto, misterioso: nella sua vita ci sono molte zone g.; caratterizzato da noia, tristezza, o da mediocrità, quindi monotono, scialbo, malinconico, meschino: condurre una vita, un’esistenza g.; ore g., giorni, momenti grigi.

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b.  In biblioteconomia, letteratura grigia, insieme di pubblicazioni a carattere prevalentemente scientifico e tecnico (tesi di laurea, traduzioni, preprints, relazioni a congressi, norme tecniche, riviste aziendali, documenti ufficiali pubblicati in tiratura limitata, ecc.), diffuse in forma non convenzionale al di fuori dei normali circuiti di vendita e rivolte per lo più a un pubblico ristretto, caratteristiche che ne rendono particolarmente complessi il reperimento e la catalogazione: i repertorî di letteratura g. sono molto utili come fonti d’informazione bibliografica.

c.  Di persona, cupo, accigliato: era g. in volto; spirito, carattere g., privi di entusiasmo; con accezione particolare, eminenza grigia.

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3.  sost. m. = [pl. -gi] il colore grigio: un g. molto chiaro; un bel punto di g.; dipingere di g. o in grigio; anche, stoffa grigia: vestire di grigio; il g. va di moda quest’anno.  In chimica, nome di numerose sostanze organiche usate soprattutto come coloranti e pigmenti: g. di anilina o g. R, polvere nera lucente usata per tingere la lana in grigio-azzurro; g. Chicago, g. neutro G, g. indantrene, ecc. ◆ Dim. grigétto, grigiolino; accr., non com. grigióne. ◆ Avv. grigiaménte, solo in senso fig., in modo monotono, scialbo, insignificante: trascorrere grigiamente i proprî giorni.

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Nota d’uso: • La regola tradizionale per formare il femminile plurale di aggettivi che al maschile singolare finiscono con -gio dice che se la finale è preceduta da vocale il plurale mantiene la i; quindi grigie.  Tuttavia questa i non viene pronunciata, e se nel singolare serve a indicare la pronuncia palatale di g (come in giallo) davanti ad a, nel plurale perde questa funzione perché g si trova davanti a e.  Per questa ragione la i tende a scomparire dalla scrittura e, ormai, si ammettono entrambe le forme.

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• 1.  bigio, cinerino; nuvoloso, coperto, cinereo, ferrigno, pallido, livido, fosco, plumbeo = • CONTR. luminoso, bello, chiaro, azzurro. • 2.  fig. (di giorno, momento, ecc.) squallido, scialbo, triste, uggioso, insignificante, monotono, uniforme, incolore, insipido, insulso, cupo, tetro = • CONTR. allegro, brillante, piacevole, divertente.

 

(Fonts: thanks to the Enciclopedia Treccani; to the video “Fade to Grey” by Visage; to Google and Pinterest for some images; a special thank to the Vietnam Photographer Aaron Joel Santos on From Swerve of Shore – from this website I do love I selected impressive shots)

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