Paralume / Passamaneria

La passamaneria (derivazione di passamano, che è dal francese passement, azione di passare, nel senso di passare o intrecciare il filo) è l’insieme dei passamani, ossia dei tessuti, degli intrecci, delle annodature e dei ricami usati per decorare e guarnire, orginalmente confezionati a mano.  La sua origine si perde nella nebbia del tempo: accanto ai tatuaggi gli uomini primitivi si sono ornati con passamani per esprimere sentimenti artistici e religiosi e delineare i primi segni di distinzione sociale e tribale.

Passamaneria 1 Passamaneria 2

Di uso assai antico in Oriente, i passamani giunsero in Europa con la conquista islamica.  La produzione industriale di passamani semilavorati ha avuto inzio in Inghilterra nel 1748 e si è diffusa presto in Francia e in Germania.  Colui che produce passamani è chiamato passamaniere.

La passamaneria si applica con punti di cucito o ricamo sul materiale morbido, quale tessuto, pelle e feltro; con la colla sul materiale rigido e può essere distinta in a) per abbigliamento; b) per arredamento.  Gli scopi per cui si utilizza sono principalmente due: a) quello strutturale e di finitura, per coprire giunture, fermare orli e impedire lo sfilacciamento dei tessuti; b) quello estetico e decorativo, per abbellire e impreziosire.

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Se presso i popoli primitivi i passamani hanno costiuito un ornamento utilitario e simbolico del vestiario, con lo sviuppo e il progesso sociale, artisitco e tecnico delle civiltà mediterranee e mediorientali, dell’Indocina e della Cina a partire dal 3000 a. C., preponderante diviene l’uso della seta, sia per il suo aspetto lucido sia per la sua morbidezza al tatto, riservata a una élite come segno di distinzione sociale e di potere regale, militare, ecclesiastico, aristocratico.  Accanto alla canapa, alla juta, al ramié e al lino che è la più antica fra le fibre vegetali e si ricava dal fusto del linum usitatissimum una pianta dalla quale, grazie al processo di macerazione delle fibre, è ricavato il filato.

In Egitto il lino è conosciuto già a partire dal V millennio a. C., ma è stato coltivato anche nell’antica Babilonia.  I Fenici lo hanno trasformato in un prodotto pregiato, commerciato nel Mediterraneo e presso gli altri popoli del Medio Oriente, diffondendone quindi la tecnica di filatura e l’uso ai Greci, agli Etruschi e ai Romani.  Nel Medioevo le Fiandre, con il loro clima umido, ne sono state il principale centro di coltivazione.

Una delle “fonti” più preziose per lo studio dei modelli di passamaneria classica la troviamo nella storia dell’arte.  Non sono pochi i pittori, in particolar modo i ritrattisti del XVII e XVIII secolo, che hanno riprodotto nella scenografia del ritratto i “pezzi” più belli della passamaneria dell’epoca.

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Il dominio del lino è rimasto incontrastato fino all’inizio dell’Ottocento quando il cotone, con l’introduzione di una più moderna tecnologia dei telai e della filatura, da prodotto pregiato per l’aristocrazia e la piccola nobiltà borghese è diventato prodotto di maggiore diffusione tra i contadini e il nascente proletariato della prima Rivoluzione Industriale.

Oggi le fibre sintetiche e i polimeri plastici hanno sostituito le fibre naturali: più facili da filare, da colorare, da lavorare per ricavare passamani di ogni foggia, speciali, metallici, trasparenti etc.

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Secondo la lavorazione i passamani si distinguono in semilavorati (o trecciati) e in finiti: tra i primi, la ciniglia, la stringa (o laccio), la vergolina; tra i secondi, gli alamari, la banda, la bindellina, il bordo, il cordone, la fettuccia, il fiocco, la frangia, il gallone, la mostrina, il pompom e la treccia.  Tuttavia, sono da considerare passamaneria pure i bottoni e i merletti, i nastri e le paillettes, le trecce e le spighette, gli sbiechi e il canneté.

Per quanto riguarda la lavorazione, ci sono due differenze fondamentali nelle passamanerie che si distinguono per la diversa tipologia di tessitura: la passamaneria fabbricata a mano con l’uso di intelaiature e altri dispositivi artigianali; e la passameria industriale che può essere prodotta con l’ausilio di macchinari automatici o telai semiautomatici (per esempio, le trecciatrici e il telaio a crochet).  La differenza è nella lavorazione: il telaio intreccia l’ordito e la trama ad angolo retto; la trecciatrice ha un ordito unico che intreccia sé stesso; il telaio a crochet e la macchina per tripolino lavorano una trama e producono un filato a catenella adatto per frange e fiocchi.

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La finitura dei bordi e delle giunzioni del paralume.  I passamani rappresentano un passaggio importante e occorre grande cura nella scelta: abbelliscono, rifiniscono, celano le piccole imperfezioni della lavorazione manuale, donano un tocco speciale al paralume.  Ci sono diversi metodi per applicare i passamani: la colla vinilica o specifica, la colla a caldo oppure il nastro biadesivo o di cotone.

Con la colla, scelgo la passamanieria più adatta: bordino o cordino, fiocchi o nastro, pizzo o merletto, perline o nappine, bottoni o pompom.  Spalmo una piccola dose di colla vinilica, o vinilacrilica o specifica per il tessuto, con un pennello piatto lungo il bordo del paralume; applico la passamaneria; la faccio aderire accuratamente e la fisso con le mollettine di plastica.  Procedo così, man mano che la colla si asciuga, fino alla fine.  Lavoro allo stesso modo per coprire o abbellire le eventuali giunzioni verticali.  Pazienza e precisione: è importante non far colare la colla sulla stoffa del paralume, infatti i residui sono difficili da rimuovere!

lampada alcetto 3lampada polla bordo

Con la colla a caldo.  Per un fissaggio rapido e resistente la colla a caldo è senz’altro la più indicata.  Da applicare con la sua specifica pistola, un utensile pratico e di facile reperibilità nei centri bricolage.  La colla asciuga in pochi istanti.  Residui e filamenti si tolgono abbastanza agevolmente quando sono induriti; tuttavia essi possono lasciare aloni sui tessuti più delicati (per esempio, raso, seta e tulle).

Con il nastro biadesivo o quello adesivo in cotone, faccio aderire un lato del nastro biadesivo al bordo del paralume; all’altro lato, applico la passamaneria.  Premo delicatamente per eliminare tutte le grinze.  Altrimenti, piego il nastro adesivo in cotone a metà, tolgo la carta protettiva, fisso la prima metà sul bordo del paralume; quindi ripiego l’altra metà verso l’interno.  Al nastro in cotone posso applicare la passamaneria sia con la colla sia con punti di cucito o ricamo.  Il vantaggio più importante è che questo metodo è semplice e facile, il nastro si può parzialmente rimuovere per riposizionarlo, l’adesivo non lascia residui indelebili.

Dove acquistare.
1) Negozi on-line dei vari produttori  (vi sono in rete numerosi siti web dei più diversi produttori mondiali).

2) Esposizioni e fiere specializzate in patchwork, quilting e tessuti (da selezionare sui vari motori di ricerca; per il Nord Italia vedi anche in homepage la sezione “Fairs & Events”). 

3) Mercerie e punti vendita specializzati in quilting, patchwork e tessutiPer la ricerca on line in Italia selezionare su: | PagineGialle.it 

(nome vs. città).paginegialle.it / (nome vs. regione) / (nome vs. città) / mercerie.html

(Fonts: thanks to “Wikipedia” – “La storia della Moda” and “Pinterest”)

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